25 aprile, Dal Basso, Informalibera, Politica, Sociale

Sul 25 aprile possibile

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Studia il passato, esplora il presente, costruisci il domani.

Studia il passato: non dimenticare il valore della democrazia, sostenendo il tuo “no” ad ogni forma di dittatura.
La storia, in Europa, non può farti dimenticare gli orrori del nazifascismo. Come gli errori, poi a seguire, di altri nemici della libertà.

(Continua su blog Informalibera)

https://informaliberablog.wordpress.com/2017/04/25/il-25-aprile-possibile/

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Dal Basso, FESTA DELLA DONNA, Informalibera, Pensiero unico, Sociale

Felice 8 marzo. Auguri alle Donne

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“Auguri. Perché la donna è il trionfo della vita e sempre parte mancante di qualcosa.
Anche se questa è ben fiera di non obbedire: magari al rifiuto degli auguri; o anche alle facili retoriche da Libro Cuore”.

PAROLE LIBERE. – Breve analisi del blog Informalibera, sempre del medesimo autore.

https://informaliberablog.wordpress.com/2017/03/07/8-marzo-auguri-a-tutte-le-donne/

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10 febbraio: Giornata del Ricordo, Dal Basso, Informalibera, Sociale

Il 10 febbraio: Giornata del Ricordo

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RICORDO. – Non è possibile dimenticare una fra le più acute espressioni di Giorgio Napolitano, al tempo nostro Presidente della Repubblica: “Va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità, l’odissea dell’esodo, del dolore e della fatica che costò a fiumani, istriani e dalmati. Per ricostruirsi una vita nell’Italia tornata libera e indipendente, ma umiliata e mutilata nella sua regione orientale. E va ricordata la “congiura del silenzio”, “la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali.”

UNA SOCIETÀ CIVILE NON DIMENTICA. – Ma disprezza la cultura della violenza e rende grande e democratica la propria società.

UNA LEGGE. – La n. 92 del 30 marzo 2004 – In merito a quanto menziona, il Giorno del Ricordo è la “Memoria delle vittime delle Foibe, dell’Esodo giuliano-dalmata, e delle vicende del Confine orientale”.

350.000 esuli: italiani istriani, italiani fiumani, italiani dalmati. 11.000 vittime accertabili: fra esecuzioni, stupri. E altre vite spezzate rese “misteriose” fra cose rimaste non più trapelate, ma che restano tragiche vicende del confine orientale italiano. Fatti accertati fra il mese di settembre e quello di novembre del 1943 o dopo il 25 aprile del 1945. Con corpi, animati e inanimati, gettati nelle cavità carsiche ad opera di partigiani titini.

YOUTUBE. – Il “Magazzino 18” di Simone Cristicchi.

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27 gennaio: Giorno della Memoria, Dal Basso, Informalibera, Sociale

Il 27 gennaio: Giorno della Memoria

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MEMORIA. – Una società civile non dimentica. Una società civile non tollera la cultura della violenza e della distruzione della vita.

E questa fa ugualmente specie se viene imposta. Ma potrebbero esistere dei regimi… che potrebbero, a loro volta, ritenere come relativa l’esistenza dei singoli individui.

È questo ciò che può essere pensato nel Giorno della Memoria: pur restando un monito civile valido per tutti i giorni dell’anno e con motivazioni differenti.

LA GIORNATA. – L’Italia vive il suo Giorno della Memoria, istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000: dove le amministrazioni pubbliche, le scuole, le associazioni, i comitati, hanno il diritto e il dovere di organizzare, su tutto il territorio nazionale, manifestazioni, eventi, convegni, conferenze.

Nell’articolo 1 della 211/2000: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali e la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte; nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

La data della ricorrenza è legata al 27 gennaio 1945: quando le truppe sovietiche entrarono nel campo di reclusione della città polacca di Auschwitz liberando prigionieri marchiati con numeri; denutriti, sfiniti, abbandonati.
I militari presenti riscontrarono un sorprendente numero di prigionieri ebrei.

Si rivelò un crudele piano di genocidio esteso anche a minoranze rom, omosessuali, e altre storie umane. Un progetto esteso in diverse regioni dell’Europa.

Le testimonianze raccolte raccontano della scomparsa di milioni di vite: la storia oggi ne menziona circa sei milioni. Prede del pregiudizio e del razzismo.

I campi dell’orrore furono promossi dal regime nazista tedesco, con la responsabilità complice del fascismo italiano.

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Acquaviva delle Fonti, Dal Basso, Politica, Raccolta differenziata, Sociale

Acquaviva, differenziata: buona la prima?

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Acquaviva delle Fonti, è la sera di domenica 11 dicembre 2016: parte la raccolta differenziata dopo vari rinvii a maggio, luglio, settembre, ottobre, novembre.

Parte: perché nel 2016 i cittadini hanno pagato per un servizio non ancora fruito.

Parte: ma porta con sé le sue domande. E meritevoli di essere girate, un giorno, alla cortese attenzione dell’amministrazione comunale.

La prima, fondamentale: “È vero che l’amministrazione ha avvisato i cittadini acquavivesi?”

Stando ad una possibile ricostruzione dei fatti, l’amministrazione a guida Carlucci ha potuto avvisare gli utenti del servizio WhatsApp comunale e quelli dei media locali. In più, la persona del sindaco e relativi soggetti a lui vicini ne hanno fatto un passaparola attraverso i social.

Detto questo, c’è qualcosa che non torna?

L’assenza di manifesti per le strade: pare che non ve ne fosse in città nemmeno uno.

Forse è mancato l’impatto istituzionale della notizia nei confronti di tutti i cittadini?

La notizia, probabilmente, non ha raggiunto tutta collettività. Ed in particolare, chi non fa uso della rete; come gli anziani. O i cittadini magari non attratti dall’informazione locale. – Poiché non obbligati ad informarsi.

È mancato, nei fatti, l’avviso porta a porta, o le letterine con lo stemma del comune. – Forse anche la PEC.

Tutto è avvenuto con la sua celerità: senza prestare attenzione su come questo cambiamento, sotto la possibile scure di non gratificanti multe, avrebbe messo in difficoltà soprattutto i residenti over 70. Senza attente analisi di politiche sociali.

Che cosa dire… Staremo a vedere.

“Lo spettacolo deve andare avanti”. Si dice.
Mentre una minuta cerchia di incivili già ha mal pensato di lasciare le prime buste per strada ed in balia al proprio destino.

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